La frequenza delle malattie renali croniche che evolvono verso l’insufficienza renale cronica è in netto aumento, in questi ultimi anni, in tutti i Paesi del mondo.
Quando l’insufficienza renale arriva al suo stadio terminale, sono possibili terapie salvavita quali il trattamento a tempo indeterminato con il rene artificiale (la cosiddetta dialisi regolare periodica) ed il trapianto di rene, le quali tuttavia, oltre a determinare un peggioramento qualitativo della vita del paziente, sono estremamente costose, per cui sono di fatto accessibili a tutti gli strati sociali solo laddove esista un sistema sanitario pubblico. Nei paesi nei quali il sistema sanitario pubblico non arrivi a coprire i costi della dialisi e del trapianto, la conseguenza diretta è la morte dei pazienti meno abbienti.
Il costo della dialisi periodica non solo è estremamente elevato, ma anche in continua ascesa. Tale drammatica situazione ha indotto i ricercatori di tutto il mondo ad intensificare gli sforzi per tentare di prevenire l’insorgenza delle malattie che più frequentemente provocano l’insufficienza renale cronica evolutiva, o almeno rallentarne la progressione alla fase terminale richiedente la terapia sostitutiva dialitica.
Il progresso della ricerca scientifica è l’unica soluzione possibile per la realizzazione di tale obiettivo.
Gli sforzi sono oggi concentrati soprattutto sulle malattie renali che più frequentemente colpiscono la popolazione e sono all’origine di più del 50% dei casi di necessità di trattamento dialitico.
Si tratta in particolare, nell’età adulta, delle malattie vascolari del rene, legate ad arteriosclerosi ed ipertensione arteriosa e la nefropatia che complica assai frequentemente il diabete di tipo II, e, nell’età pediatrica e giovanile, delle glomerulonefriti croniche, delle nefropatie interstiziali (infezioni, ostruzione delle vie urinarie o uso inappropriato di alcuni farmaci) e delle malattie ereditarie (la più importante e diffusa fra le quali è la malattia policistica dei reni).
IL LABORATORIOGrazie ai contributi della Fondazione D'Amico, medici e biologi svolgono presso il nostro Laboratorio di Ricerca ed in collaborazione con altri Laboratori italiani e stranieri, una attività di ricerca estremamente qualificata, come dimostrano le numerose pubblicazioni che annualmente vengono prodotte sul riviste scientifiche di prestigio. L’attività di ricerca viene svolta partecipando anche a progetti finanziati dall’Unione Europea (grant EU QLG1-CT-2002-01215), dal Ministero della Università (progetto FIRB RBA U013W 3J_009), e dalla Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore Policlinico, Milano.








