La
Ricerca scientifica
La frequenza delle malattie renali croniche che evolvono verso l’insufficienza renale cronica è in netto aumento, in questi ultimi anni, in tutti i Paesi del mondo.
Quando l’insufficienza renale arriva al suo stadio terminale, sono possibili terapie salvavita quali il trattamento a tempo indeterminato con il rene artificiale (la cosiddetta dialisi regolare periodica) ed il trapianto di rene, le quali tuttavia, oltre a determinare un peggioramento qualitativo della vita del paziente, sono estremamente costose, per cui sono di fatto accessibili a tutti gli strati sociali solo laddove esista un sistema sanitario pubblico. Nei paesi nei quali il sistema sanitario pubblico non arrivi a coprire i costi della dialisi e del trapianto, la conseguenza diretta è la morte dei pazienti meno abbienti.
Il costo della dialisi periodica non solo è estremamente elevato, ma anche in continua ascesa. Le previsioni di spesa negli Stati Uniti per il solo 2010 sono nell’ordine di 28 miliardi di dollari.
Tale drammatica situazione ha indotto i ricercatori di tutto il mondo ad intensificare gli sforzi per tentare di prevenire l’insorgenza delle malattie che più frequentemente provocano l’insufficienza renale cronica evolutiva, o almeno rallentarne la progressione alla fase terminale richiedente la terapia sostitutiva dialitica.
Il progresso della ricerca scientifica è l’unica soluzione possibile per la realizzazione di tale obiettivo.
Gli sforzi sono oggi concentrati soprattutto sulle malattie renali che più frequentemente colpiscono la popolazione e sono all’origine di più del 50% dei casi di necessità di trattamento dialitico. Si tratta in particolare delle le malattie vascolari del rene, legate ad arteriosclerosi ed ipertensione arteriosa, e la nefropatia che complica frequentemente il diabete di tipo II dell’adulto.
Grazie ai contributi della Fondazione D'Amico, personale laureato (medici e biologi), svolge presso il nostro Laboratorio di Ricerca ed in collaborazione con altri Laboratori italiani e stranieri, una attività di ricerca estremamente qualificata, come dimostrano le numerose pubblicazioni che annualmente vengono prodotte sul riviste scientifiche di prestigio.
L’attività di ricerca viene svolta partecipando anche a progetti finanziati dall’Unione Europea (grant EU QLG1-CT-2002-01215) e dal Ministero della Università (progetto FIRB RBA U013W 3J_009).
La Fondazione si ripromette anche di finanziare progetti di ricerche svolti all’estero, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, in collaborazione con il Committee for the Global Advancement of Nephrology (COMGAN) della International Society of Nephrology, di cui il Presidente della Fondazione, prof. Giuseppe D’Amico, è attivo coordinatore per l’Asia.